Perché passare al VoIP
Le tecnologie ISDN e analogiche sono in via di dismissione e gli operatori migrano le linee verso servizi su rete IP. Conviene programmare il passaggio invece di subirlo, perché il VoIP porta anche vantaggi concreti:
- Stessi numeri, con la portabilità.
- Costi più bassi e più linee contemporanee senza nuovi cablaggi.
- Funzioni da grande centralino: risponditore automatico, code, gruppi, regole orarie, segreteria via email.
- Interni ovunque: PC, smartphone e telefoni IP, anche da casa o in un'altra sede.
1. Censire numeri e apparati
È il passaggio che evita le sorprese. Oltre ai telefoni, alle vecchie linee sono spesso collegati apparati che nessuno ricorda:
| Apparato | Cosa verificare | Soluzione tipica |
|---|---|---|
| Combinatore d'allarme | Se chiama su linea fissa o su SIM | Combinatore GSM/IP o adattatore, d'accordo con l'installatore dell'allarme |
| Telefono d'emergenza dell'ascensore | Obbligatorio e sempre funzionante | Combinatore GSM dedicato, concordato con la ditta di manutenzione |
| Fax | Se si usa ancora e per cosa | Fax via email (fax server) o adattatore, oppure dismissione |
| POS e lettori | Se usano ancora la linea telefonica | Quasi sempre già su rete o SIM: da confermare |
| Citofoni e apriporta | Se sono collegati al centralino | Citofono SIP o interfaccia dedicata |
| Numeri secondari e MSN | Quali numeri esistono e dove squillano | Elenco completo per la portabilità e il piano di instradamento |
2. Verificare la connessione
Ogni chiamata VoIP richiede circa 100 kbit/s in entrambe le direzioni con il codec più diffuso (G.711), meno con codec compressi. Più della banda contano stabilità e latenza:
- preferire fibra o FWA con banda in upload adeguata al numero di chiamate contemporanee;
- dare priorità al traffico voce sul router o sul firewall (QoS);
- separare i telefoni in una rete dedicata (VLAN) e alimentarli con switch PoE;
- valutare una seconda connessione se il telefono è critico per l'attività.
3. Scegliere il centralino
In cloud: nessun hardware in sede, gestione da remoto, ideale per piccole realtà e più sedi. In sede (ad esempio su piattaforme basate su Asterisk): indicato con molti interni, integrazioni con citofoni o allarmi, o esigenze particolari di continuità. In entrambi i casi conviene preparare prima il piano di instradamento: chi risponde, in che ordine, con quali messaggi e negli orari di chiusura.
4. Portabilità dei numeri
La portabilità si richiede al nuovo operatore, che coordina il passaggio con quello attuale. Servono di solito: intestatario e codice fiscale o P.IVA esattamente come sul contratto, elenco completo dei numeri (anche quelli secondari), codice di migrazione o ultima fattura. Errori nei dati sono la causa più comune di ritardi: conviene verificarli prima.
5. Continuità ed emergenze
- Mancanza di corrente: router, switch e centralino in sede devono stare sotto gruppo di continuità (UPS).
- Mancanza di internet: deviazione automatica delle chiamate sui cellulari o su una linea di riserva.
- Chiamate di emergenza: verificare che il 112 sia raggiungibile da ogni interno e che l'indirizzo associato alle linee sia corretto.
- Registrazione delle chiamate: va attivata solo dopo aver verificato informative e limiti dello Statuto dei lavoratori.
6. Il giorno del passaggio
- Telefoni configurati e provati prima, con numeri temporanei.
- Passaggio in un giorno e in un orario concordati, meglio a inizio settimana.
- Test di chiamate in entrata e in uscita su ogni numero, del risponditore, delle code e della segreteria.
- Verifica di fax, allarmi e ascensori con i rispettivi manutentori.
- Breve formazione per chi risponde al telefono.
Approfondisci: centralini VoIP.
Questa guida ha carattere informativo generale e non sostituisce la valutazione del caso specifico.